Couturier

Cristobal Balenciaga

Nato nel 1895,[1] durante l’infanzia spesso aiuta la madre, cucitrice, [1]ed all’età di dodici anni comincia a lavorare come assistente di un sarto.[2] Durante l’adolescenza, la marchesa di Casa Torres, importante nobildonna della sua città, diventa sua cliente e protettrice.[1] La marchesa invia il giovane Balenciaga a Madrid, dove apprende l’arte della sartoria.[1] (Di fatto, Balenciaga fu uno dei pochi stilisti a disegnare, tagliare e cucire da solo le proprie creazioni.)
Balenciaga ottiene un ottimo successo in Spagna come designer, che gli permette di aprire una boutique a San Sebastián, nel 1919,[3] a cui ne seguono altre a Madrid e Barcellona.[1] La famiglia reale spagnola e l’aristocrazia apprezza particolarmente le creazioni di Balenciaga, ma la guerra civile spagnola lo costringe a chiudere le sue boutique, e a trasferirsi a Parigi.[2][1] dove apre la propria casa di moda nel 1937.[1]
Il successo però non arriverà prima della fine della seconda guerra mondiale. Il culmine del successo di Balenciaga arriva nei primi anni sessanta grazie ad una reinterpretazione del classico abito impero. Nel corso degli anni cinquanta e sessanta, il nome della casa di moda Balenciaga si consolida definitivamente nel campo dell’alta moda. Tuttavia nel 1968, con l’avvento del Pret-a-porter, Balenciaga si ritira, [2] pur rimanendo di grande ispirazione per successivi stilisti di fama internazionale come Oscar de la Renta, André Courrèges, Emanuel Ungaro, e Hubert de Givenchy.[1] attualmente il marchio Balenciaga è in mano a Nicolas Ghesquière, e fa parte del gruppo fiorentino Gucci.[4]
Balenciaga muore a Valencia nel 1972.